Piano-Bis-La-Responsabilità-dell-organo-di-amministrazione-negli- Enti-del-Terzo-Settore

Che responsabilità ha l’Amministratore di un’Associazione?

Spesso quando mi incontro con le tantissime realtà associative presenti nel nostro territorio mi viene chiesto quali siano i profili di responsabilità a cui va incontro una persona che ricopre il ruolo di membro dell’organo di amministrazione o di presidente. 

A lato di queste considerazioni va detto come queste responsabilità derivino da una attività che le persone svolgono a favore dell’associazione e della collettività in modo prevalentemente gratuito.

Fatta questa doverosa premessa proviamo a capire meglio come agire per tutelare al meglio le parti coinvolte nel rapporto associativo.

Che tipo di associazione amministro?

Va innanzitutto capito che, da un punto di vista delle responsabilità, le associazioni possono essere divise in due tipi:

  • Associazioni riconosciute
  • Associazioni non riconosciute.

Per capire a quale categoria appartiene la nostra associazione è necessario rispondere a questa domanda:

E’ stato fatto un atto pubblico (Notarile) per l’acquisizione della personalità giuridica e successivamente si è provveduto all’iscrizione nel registro delle persone giuridiche?

Se la risposta è sì allora rientriamo nella prima fattispecie, altrimenti nella seconda.

Acquisizione della Personalità giuridica

Con la pubblicazione del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. n. 117/2017), viene integrata la previsione del riconoscimento giuridico da parte degli Enti del Terzo settore rispetto all’attuale normativa, considerando che quest’ultimi possono acquisire la personalità giuridica anche attraverso l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS)

Ma quali sono le condizioni per ottenere il riconoscimento giuridico per un Ente del Terzo Settore?

  • Redazione di un atto pubblico (Notarile) dove il Notaio verifica le condizioni previste dall’art.22 del CTS;
  • presenza di un patrimonio minimo di Euro 15.000 per le associazioni e di Euro 30.000 per le fondazioni che, in caso di apporto di beni diversi dal denaro, devono essere accompagnati da una relazione giurata di un revisore legale.

Sarà il Notaio stesso, una volta verificate le condizioni, a provvedere a richiedere la personalità giuridica attraverso apposita comunicazione da effettuarsi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

Ma praticamente quale differenza c’è tra un’associazione riconosciuta e una non riconosciuta in termini di responsabilità degli amministratori?

Associazione non riconosciuta

L’associazione non riconosciuta si configura come un ente collettivo costituente un centro autonomo di interessi e fornito di un patrimonio distinto da quello dei singoli soci.

L’autonomia patrimoniale di cui gode è però imperfetta.

Pertanto, esiste una responsabilità solidale da parte dei componenti dell’organo di amministrazione e da parte di chi dovesse partecipare all’evento dannoso, nei confronti dei creditori dell’associazione.

È importante sottolineare come la responsabilità non discende solo dal fatto di appartenere all’organo deputato all’amministrazione dell’ente, ma dalla partecipazione all’evento che ha causato il danno o, nel caso in cui se ne fosse a conoscenza, dalla mancata affermazione del proprio dissenso.

Ma praticamente in cosa consiste questa responsabilità?

Significa che per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione, i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune dell’associazione, ma soprattutto che delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione.

Detto ciò, va ulteriormente sottolineato come la responsabilità personale e solidale di colui che agisce in nome e per conto dell’associazione resta ferma in capo a chi ha realmente posto in essere l’attività negoziale fonte dell’obbligazione, senza che si verifichi, in alcun modo, una “successione” nel debito.

Ciò significa che la responsabilità non grava su chi, succedendosi nel tempo, dovesse assumere la rappresentanza dell’associazione (futuri presidenti).

Associazione riconosciuta

Nelle associazioni riconosciute, al contrario, prevedendo che l’atto costitutivo e lo statuto contengano obbligatoriamente l’indicazione del patrimonio si garantiscono i creditori per il soddisfacimento delle obbligazioni eventualmente assunte dall’associazione. 

In questo caso l’associazione avrà autonomia patrimoniale perfetta e quindi il suo patrimonio risulterà distinto da quello degli associati.

La conseguenza sarà che per le obbligazioni assunte dall’ente risponderà solo l’associazione con il suo patrimonio, con esclusione dunque di chi ha agito in nome e per conto della stessa, ovvero i suoi amministratori.

Quindi cosa fare? Non possiamo che consigliare a tutte le associazioni di considerare l’ipotesi di acquisire la  personalità giuridica, garantendo così un futuro più sereno all’associazione stessa.