Piano-Bis- Business-Plan-una-guida-per-raggiungere-la-meta

Perchè redigere un “Business Plan”?

ll termine stesso spiega il perchè.

Soprattutto quando avvio una nuova impresa ho bisogno di pianificare la mia nuova “attività economica”; ho bisogno di una guida.

Ma perchè dovrei pianificarla ?

Perchè le risorse disponibili sono limitate e se non mi è chiara la meta , l’ambiente in cui mi muovo, il percorso da compiere,  gli ostacoli potrebbero essere insormontabili e fatali.

Assunzioni robuste

Nella redazione del Business Plan è fondamentale definire al meglio le assunzioni su cui costruire la parte quantitativa.

Già nei precedenti articoli abbiamo analizzato le attività fondamentali per arrivare alla loro definizione.

Una volta individuate si inizia la stesura delle varie sezioni del contro economico, dello stato patrimoniale e del rendiconto finanziario.

Non è una linea retta

Quando inizio a costruire le numeriche inizia il gioco dell’oca.

Alcune ipotesi potrebbero rivelarsi non sostenibili !

E allora  che fare?

Si ricomincia ogni volta da capo!

Si rivedono le stime dei costi , si ridefiniscono le risorse, ci si interroga sul modello, si rimettono in discussione le ipotesi di ricavi e lo si perfeziona progressivamente.

Ma attenzione , senza barare con noi stessi!

Il Bluff non paga  

Il business plan è il nostro “navigatore” : se mentiamo a noi stessi i primi a pagarne le conseguenze saremo noi.

E’ come usare una cartina che non corrisponde alla realtà… ci porterà fuori strada.

Meglio allora tornare sui nostri passi; partendo dai costi (l’unica voce praticamente certa) rivedere le risorse da utilizzare, il loro mix.

Ogni scelta ha infatti  risvolti economici, patrimoniali e finanziari e tutti vanno considerati e ponderati.

Le deviazioni

Una volta redatto il business plan il lavoro però non è finito.

Man mano che “navighiamo” nel nostro business gli scenari mutuano (pensiamo a quello che è accaduto quest’anno) e  se non rivediamo le nostre ipotesi intervenendo per correggere la rotta , rivedere le nostre risorse e – perchè no – anche la meta, rischiamo di andare alla deriva.