La Matrice di Eisenhower è un interessante strumento che aiuta a gestire le priorità. Nei quattro quadranti che la compongono, infatti, possiamo andare a collocare ogni nostra azione in base al grado di urgenza ed importanza ottenendo delle indicazioni su come svolgere quelle azioni.

E il business plan cosa c’entra con la matrice di Eisenhower?

Spesso riceviamo delle richieste “affannate” di redigere un business plan in tempo record. Le decliniamo sempre. Perché? Perché il business plan è un’azione (o meglio un processo) che non può essere attuato con urgenza.
Il business plan non è un documento che redige il consulente chiuso dentro una stanza, di fronte ad un file excel, inserendo scostamenti più o meno realistici rispetto ai numeri realizzati l’anno precedente. Non è nemmeno “un pezzo di carta” privo di valore che “mi richiede la banca”.

Come si redige un buon business plan

La redazione di un buon business plan parte dalla revisione e attualizzazione del modello di business e richiede la partecipazione dell’imprenditore e dei suoi collaboratori in fase di costruzione, per poter contenere un planning di azioni concrete, sfidanti, ma allo stesso tempo realizzabili (che si traduce anche in numeri). Il business plan diventa quindi la cartina nautica con cui orientare la nave aziendale verso la meta

Dall’urgenza alla strategia: il giusto quadrante della matrice di Eisenhower

Il business plan è un’opportunità di miglioramento della propria strategia, una chance per pensare al futuro e a quali obiettivi si vogliono raggiungere. L’urgenza non aiuta in questo processo di discernimento, serve prendere un pò di tempo per focalizzarsi su quanto è stato, è e vogliamo che sia. Il tempo dedicato alla realizzazione di un buon business plan è prezioso. 

Come ci ha detto un consigliere di amministrazione alla fine del percorso di realizzazione del BP “E’ un atto di volontà e di consapevolezza, utile a ripartire con slancio e determinazione verso nuovi risultati”.