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Ultimamente si sente spesso parlare di YOLO ECONOMY. 

YOLO= You Only Live Once = SI VIVE UNA VOLTA SOLA

Millionaire ha dedicato all’argomento la copertina di giugno 2021. 

Sui social e su Google il termine è sempre più ricercato e virale.

Secondo un’indagine Microsoft il 34% dei lavoratori italiani vorrebbe lasciare il suo attuale lavoro, facendo scelte molto “radicali” che li porterebbero a “cambiare vita”.

Ci arrivano sempre più richieste di supporto per avvio d’impresa e molte hanno questo incipit: “Voglio lasciare il mio posto di lavoro attuale e creare qualcosa di mio, qualcosa che mi rappresenti davvero e in cui mettere tutto me stesso”.

L’ho vissuto sulla mia pelle il cambio radicale di vita ed ecco quello che, a distanza di 3 anni, mi sento di dire a chi desidera fare questo salto (che sì, io rifarei ancora cento e cento volte).

1- PARTIRE DAL PERCHE’

Prima di pensare a “cosa mettersi a fare di nuovo” prenditi del tempo per ricercare il tuo “perché”: in che cosa credi davvero e profondamente? A cosa vuoi dedicare la tua esistenza?

Decidere di cambiare vita solo per scappare dall’opprimente situazione attuale -la strategia “via da”- non funziona quando si vuole lanciare un nuovo progetto. 

E’ importante invece ragionare con la logica “verso il/la”, in chiave positiva e generativa.

Avviare un’attività in proprio per realizzarsi, presuppone un credo profondo nella bontà della propria idea.

Avere una chiara visione e solidi valori aiuta anche dopo l’avvio a rimanere coerenti e focalizzati, a non mollare nei momenti di difficoltà e di incertezza.

Su questo argomento consiglio il libro “Partire dal perché” di Simon Sinek: rivelatorio.

2- PARTIRE DALLE COMPETENZE E DALLE CAPACITA’

Quale valore voglio offrire ai clienti o potenziali tali? Per cosa dovrebbero scegliere me e non un competitor? Che soluzione offro concretamente ai problemi del mio target?

In che modo posso realmente essere utile?

I cambi radicali sono sempre molto affascinanti, ma non dobbiamo dimenticare che, per poterci far pagare, i nostri segmenti di potenziali clienti devono davvero trovare in noi un valido aiuto/soluzione ad un loro problema, che sentono di non aver trovato altrove.

In un mercato ormai globale essere competenti ed essere percepiti come tali conta eccome!

Quindi, prima ancora di redigere un Business Model Canvas (utile per chiarirci le idee su come organizzeremo la nostra attività), chiediamoci: “Ho le competenze e le capacità che servono per svolgere l’attività che sogno di fare?”.

Mollare tutto e pensare che “lungo la strada” acquisirò le competenze che mi servono è rischioso, perché quanto si avvia un business il tempo per formarsi all’inizio è poco. Meglio iniziare la formazione e mettersi alla prova per tempo, prima di lasciare il posto fisso. 

Fare dei test, offrire gratuitamente qualche prodotto/servizio per ricevere feedback dai potenziali clienti, mettersi nella possibile situazione futura e chiedersi “Mi fa stare davvero bene?”.

Insomma: sporcarsi le mani……per tempo! E fare tanta, tanta esperienza sul campo!

3- PIANIFICARE IL CAMBIO DI VITA

Ogni cambiamento necessita di essere pianificato, soprattutto se il desiderio è passare da un posto fisso alla libera professione o a un’attività imprenditoriale.

Nessun business di avvia a costo zero: ci sono sempre degli investimenti da fare, in termini monetari, di energia e di tempo.

Quanti soldi mi servono per poter cambiare vita?

A cosa sono disposto a rinunciare?

Sono pronto per lo switch da una vita poco rischiosa (e magari relativamente tranquilla) ad una vita in cui il rischio farà costantemente parte della mia giornata?

Quali sono gli obiettivi da raggiungere affinché il mio cambio di vita sia sostenibile? 

Per questo terzo punto la redazione di un business plan, ma anche di un gantt di progetto, dove mettere in fila tempi, attività e budget possono aiutare a partire coi piedi per terra e … con il piede giusto…per passare davvero ad una vita migliore!

E se serve una mano c’è sempre……Piano Bis!