Il 14 febbraio 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa. Imprenditori Revisori e Sindaci avranno nuovi obblighi e responsabilità legati al monitoraggio e alla gestione dei segnali precoci di difficoltà aziendale (Early Warnings). Sicuramente aumenteranno la burocrazia ed i costi a carico del sistema delle imprese: riusciranno i nuovi indicatori ad essere efficaci e ad anticipare le crisi o provocheranno un’ulteriore stretta creditizia sul fronte bancario?

Ne discutiamo apertamente con esperti di banche, professionisti e imprenditori.

PROGRAMMA

17:00 – 17:15

Registrazione Partecipanti

17:15 – 17:30

Saluti agli ospiti e Apertura lavori
Dott. Sarti Mario – Presidente Banca Annia

17:30 – 17:45

Sistemi di Allerta e AQR, analisi potenziale impatto sulle Aziende del territorio
Dott. Stefano Carrara – Amministratore e Fondatore Leanus

17:45 – 18:00

I rapporti tra Organo di controllo e Imprenditore
Dott. Andrea Onori – Studio Direco

18:00 – 18:15
Cosa deve fare l’Imprenditore e cosa rischia
Roberta Conte – Piano Bis

18:15 – 18:30
Quali indicatori guarda la Banca nelle imprese e quali sono gli effetti del peggioramento di Stage
Dott. Andrea Binello – Direttore Generale Banca Annia

18:30 – 19:00
Tavola Rotonda:
“ Limiti e vantaggi dell’analisi precoce; l’importanza di saper interpretare e contestualizzare le valutazioni automatiche per il bene dell’impresa e dialogare con la Banca”
Modera: Dott.ssa Gloria Bettini (Piano Bis)
Partecipano : Dott. Stefano Carrara (Leanus) – Dott. Andrea Onori (Studio Direco) –

Roberta Conte (Piano Bis) – Dott. Andrea Binello (Banca Annia)

19.00 – Chiusura dei lavori ed Aperitivo

PRENOTA IL TUO POSTO!

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Venerdì 05 aprile alle ore 19.00 la prima serata informativa gratuita presso la nostra sede di Curtarolo per conoscere la formazione finanziata.

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Un’opportunità di networking per conoscere sempre meglio il mondo dell’impresa e gli strumenti a disposizione per migliorare e crescere.

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MNJ Academy” (My New Job Academy) è la nuova proposta formativa che mira a fornire tutte le conoscenze pratiche e concrete per attivare in modo efficace e produttivo una nuova attività economica. E se l’attività è già avviata ti aiuterà a migliorarne la gestione ed il funzionamento.”

L’esclusiva Academy realizzata in sinergia con Talent Lab Padova e Obin Lab apre i battenti!

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Tanta emozione e voglia di avervi con noi!

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Oggi la dott.ssa Elisa Rigato, che collabora con Piano Bis nei progetti di consulenza per le PMI, ci spiega che cos’è il collegio sindacale.

La riforma, infatti, introduce l’obbliga di nomina dello stesso o del revisore unico per molte società di capitali

Continua la collana Pillole di Piano Bis sulla riforma della Legge fallimentare. Oggi Roberta spiega che cosa sono gli indicatori d’allerta

Continua lo speciale Riforma della Legge fallimentare che da questa settimana è legge.

Quali sono le imprese che dovranno nominare il revisore unico o il collegio sindacale?

Inizia oggi la pubblicazione di una collana di mini tutorial per accompagnarvi nel conoscere le principali novità introdotte per le imprese dalla riforma della legge fallimentare.

Buon…Piano Bis!

Leggendo alcuni articoli di commento alla riforma della legge Fallimentare ci è tornata in mente la frase di Niel Bohr: LA PREDIZIONE E’ MOLTO ARDUA , SOPRATTUTTO SE RIGUARDA IL FUTURO”.

Forse è per questo che finora non si è data molta importanza ai dati previsionali in azienda…

E ora? E ora invece toccherà – volenti o nolenti- leggere e interpretare i segnali di allerta e di crisi aziendale utilizzando al meglio ogni strumento disponibile…anche nelle piccole-medie imprese.

Tra le novità maggiormente significative del nuovo D. Lgs. che –  in attuazione della legge delega (legge n. 155/2017) – introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, trovano spazio alcuni strumenti ed azioni che dovrebbero consentire una diagnosi precoce della crisi aziendale fin dalle sue prime manifestazioni.

Solo il futuro potrà confermare se le procedure di allerta introdotte dalla Nuova Legge fallimentare saranno effettivamente predittive ed efficaci nel contrastare e prevenire le crisi aziendali . Al momento è certo che tali procedure (chiamate anche “early warning”) richiedono l’assoggettamento di circa 140.000 s.r.l. in Italia alla nomina dell’organo di controllo o del revisore. Una novità che rappresenta un costo non indifferente per le srl coinvolte…ma anche un’opportunità di rivedere molti aspetti della gestione aziendale.

Ciò dovrebbe consentire, nelle intenzioni del legislatore,  di intervenire tempestivamente ed avviare iniziative volte a garantire la continuità aziendale.

La nuova riforma richiede che i sindaci e i revisori si attivino in una fase precoce, cioè quando sussiste la probabilità della futura insolvenza,  ma i segnali di crisi non hanno ancora iniziato a manifestarsi pienamente; pone inoltre a carico dell’imprenditore degli obblighi organizzativi  e riscrive i compiti e le responsabilità  dell’organo amministrativo.

La proposta anticipa quindi il momento in cui i sindaci e i revisori si devono attivare, ponendo il problema di come monitorare l’andamento dell’impresa e quali indicatori utilizzare .

Gli indicatori di allerta di carattere reddituale, patrimoniale e finanziario che possono incidere sulla sostenibilità dei debiti  verranno individuati operando in un’ottica previsionale detta “forward looking”.

Va evidenziato che i  termini “early warning” e “ forward looking” non sono una novità. Infatti sono ampiamente utilizzati da tempo in ambito creditizio, dall’introduzione degli IFRS9.

C’è un filo conduttore che unisce la Nuova Legge Fallimentare e gli IFRS9, che porterà ad una modifica ulteriore dei rapporti tra impresa e banca.

Gli imprenditori  – soprattutto i piccoli imprenditori – sono pronti ad affrontare questo cambio di paradigma che inciderà in modo significativo nella loro struttura organizzativa e nei rapporti con le banche?

E’ il momento di un Piano Bis per le PMI, che parte certamente da una maggior consapevolezza e competenza in ambito economico-finanziario, che non può più essere appannaggio quasi esclusivo di commercialisti e consulenti, ma deve sempre più permeare la quotidianità di chi fa impresa.

Una recente indagine dell’Osservatorio Generazione Z Millenials ha evidenziato come oltre l’80% dei ragazzi intervistati metta al primo posto nell’identificare l’azienda ideale in cui vorrebbero lavorare quella che valorizza le potenzialità dei dipendenti.

Oltre il 95% considera il welfare aziendale come elemento chiave per scegliere un’azienda.

Per le nuove generazioni è infatti possibile pensare al proprio futuro in maniera concreta solo in aziende con piani di welfare che siano pensati in modo specifico per i giovani. Citano misure quali ad esempio rimborso asilo nido, servizi di informazione medica sulla gravidanza, permessi aggiuntivi per maternità e paternità, bonus spesa baby sitter …

Sono disposti ad andare all’estero (oltre il 75%), ma cercano stabilità.

Quasi il 90% preferisce il lavoro dipendente, meglio se in una start-up.

L’indagine evidenzia quindi una particolare attenzione al proprio benessere inteso non solo come realizzazione in ambito lavorativo, ma anche nella sfera personale.

Merita una riflessione il fatto che Millennials e appartenenti alla Generazione Z privilegino la ricerca di tale obiettivo come dipendente di un’organizzazione e non in un’esperienza di autoimprenditorialità, ambito ritenuto in passato quello privilegiato per far emergere e valorizzare al massimo le proprie potenzialità.

Il tema della “sicurezza economica” rimane quindi centrale, ancor più per le nuove generazioni che vedono nell’incertezza di un lavoro in proprio l’impedimento principale nell’intraprendere questa strada.

E’ veramente un peccato che giovani e ragazzi non si sentano più invogliati a ricercare la propria realizzazione nella forma più sfidante, ma anche più soddisfacente: essere imprenditori di se stessi, essere “persone che prendono l’acqua gelata che viene buttata sulle loro idee, la scaldano con l’entusiasmo, ne fanno vapore e si spingono avanti”. (Harvey B. Mackay)

La volubilità del contesto in cui operano le imprese ci spinge a riflettere sulla necessità di ripensare all’autoimprenditorialità in una chiave collettiva, come un insieme di professionisti/imprenditori che sanno e vogliono fare rete per crescere assieme, sfruttando le sinergie che solo in gruppo si raggiungono e mantenendo allo stesso tempo quell’indipendenza di pensiero che lavorare in proprio garantisce. E’ giunta al capolinea l’era dei supereroi solitari, quella “dell’imprenditore che si fa da solo”.

Perché da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontano.