Il Capitale Circolante Commerciale

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Cos’è il CCC?

L’acronimo CCC viene usato di norma per definire il Capitale Circolante Commerciale ma  attenzione CCC significa anche “Cash Conversion Cycle”  –  in italiano “ciclo di conversione della liquidità”.

Ma cosa esprime il Ciclo di Conversione della Liquidità?

In sintesi riassume, in giorni, i risultati complessivi della gestione del capitale circolante netto e la sua durata finanziaria “netta”.

Il CCC si può considerare l’indicatore sintetico più importante di una gestione efficace del capitale circolante (WCM) e, in particolare, della gestione della liquidità.

Come si calcola il CCC?

La formula per il calcolo del CCC è:

CCC = DIO + DSO – DPO

  • DIO indica i giorni di magazzino;
  • DSO indica i giorni di dilazione concessi ai clienti;
  • DPO indica i giorni di dilazione concessi dai fornitori.

Come risultanza di queste 3 fondamentali grandezze, il CCC è una misura sintetica della capacità del management di impiegare attività e passività a breve termine

Naturalmente per una corretta analisi del CCC è necessario far riferimento al settore in cui opera l’azienda.

Cos’è il DIO?

Il DIO è un indicatore utilizzato per misurare il numero medio di giorni in cui un’impresa detiene il magazzino prima di venderlo. In sostanza, esso indica in quanti giorni, in media, una PMI trasforma il proprio magazzino in vendite. La formula di calcolo è:

DIO = MAGAZZINO MEDIO / COSTO DEL VENDUTO * 365

minore è il valore dell’indice, maggiore è l’efficienza della gestione evitando naturalmente la  “rottura di stock”,

Cos’è il DSO?

Il DSO misura il numero medio di giorni che un’azienda impiega per riscuotere un credito commerciale.

La formula per il calcolo del DSO è:

DSO = MEDIA CREDITI VERSO CLIENTI / VENDITE * 365

E’ uno strumento importante per la gestione aziendale e di tesoreria, in quanto permette di identificare la fase finanziaria in cui si trova l’impresa e di supportare considerazioni utili per la gestione della cassa.

Cos’è il DPO?

Il DPO misura il tempo medio necessario a un’impresa per pagare i debiti ai propri fornitori. La formula per calcolare il DPO è:

DPO = MEDIA DEBITI VERSO FORNITORI / COSTO DEL VENDUTO * 365

Le PMI cercano di mantenere il DPO più elevato possibile, almeno quanto il DSO.

E’ fondamentale confrontare il DPO con il DSO:

  • se il DPO è inferiore al DSO,  ci possono essere  carenze di liquidità, poiché i pagamenti dei fornitori sono precedenti agli incassi dai clienti.
  • dall’altro lato un alto valore del DPO non  è sempre un buon indicatore. Potrebbe esprimere forte potere contrattuale ma potrebbe anche esprimere incapacità dell’azienda di onorare puntualmente i propri impegni.

Il punto di vista strategico

Le imprese possono creare valore ottimizzando il proprio “Cash Conversion Cycle”.

L’analisi del CCC contribuisce a individuare i principali benefici che un’azienda può ottenere dalla gestione del capitale circolante commerciale, tra cui:

valutare, attraverso il DIO, la miglior  gestione del proprio magazzino

– quantificare, analizzare e gestire i giorni che intercorrono tra il pagamento dei fornitori e l’incasso dai clienti;

– attraverso un confronto degli indicatori con quelli della concorrenza, analizzare gli scostamenti dagli indicatori medi e best e per valutare eventuali iniziative correttive;

– osservando la durata del ciclo di cassa, nel suo complesso, identificare iniziative articolate, atte a renderlo più favorevole per gli obiettivi aziendali.

IL BUSINESS PLAN

Nella costruzione del Business Plan, un approccio what if,  utilizza spesso assunzioni  legate a scostamenti (soprattutto con un approccio “worst case”) dei tempi medi di incasso, pagamento e attraversamento del magazzino.

Verificare se il i flussi di cassa a servizio del debito rimangono sostenibili anche in presenza di peggioramenti del cash conversion cycle è un’esercizio fondamentale di stress test del B.P.