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INTERVENTI PER IL RILANCIO…. QUALI ATTIVARE?

In questi mesi c’è stata letteralmente una pioggia di provvedimenti da parte del Governo per supportare imprese e professionisti a superare prima il blocco delle attività ed ora il loro rilancio.

Muoversi in questo dedalo di provvedimenti che hanno impatti diversi, che si sovrappongono e a volte si escludono a vicenda, non è semplice.

QUAL E’ LA MISURA GIUSTA?

I primi interventi, che rimangono anche i più corposi, sono stati soprattutto misure a debito.

Dalle moratorie https://www.pianobis.it/art-56-decreto-cura-italia-arriva-la-moratoria-di-stato/ alla nuova finanza dove è prevista una garanzia dello Stato per agevolare il ricorso ai finanziamenti.

Attenzione però si tratta comunque di debito!

Di questo argomento abbiamo già trattato in precedenza approfondendo, in particolare, le modalità con cui approcciare gli Istituti di Credito https://www.pianobis.it/nuova-finanza-e-merito-creditizio/

Oltre agli interventi  “a debito” sono state previste:

  • la possibilità di prorogare alcune scadenze tributarie;
  • la cancellazione della rata di pagamento di giugno dell’ IRAP;
  • la possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali.

A fianco a questi interventi sono stati richiesti da più parte provvedimenti a fondo perduto e di supporto ad interventi sull’Equity.

FONDO PERDUTO

L’intervento è rivolto ai soggetti esercenti attività d’impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva colpiti dall’emergenza epidemiologica «Covid-19» con un fatturato fino a 5 milioni di Euro .

Il contributo a fondo perduto compensa, di fatto, il mancato fatturato ed il riferimento  per il conteggio è sul mese di aprile

L’agevolazione è modulata a seconda del fatturato.

CHE IMPORTO?

Le imprese con fatturato fino a 400 mila euro ricevono il 20% di indennizzo per il mancato guadagno rispetto al fatturato del mese di aprile dell’anno precedente.

Quelle con fatturato da 400 mila Euro a 1 milione di Euro ricevono il 15%

Per fatturati da 1 a 5 milioni di euro le imprese ricevono il 10%.

La prima condizione è quindi  che il richiedente abbia un calo del fatturato che lo porta a un valore inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi.

Per ottenere il contributo a fondo perduto, la richiesta va inoltrata all’Agenzia delle Entrare  esclusivamente in via telematica con l’indicazione dei requisiti previsti.

Come inviare la richiesta , il suo contenuto informativo, i termini di presentazione della stessa e ogni altro elemento necessario saranno definiti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

TEMPISTICHE

L’istanza deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica e deve contenere anche l’autocertificazione di regolarità antimafia.

Il contributo a fondo perduto sarà corrisposto dall’Agenzia delle Entrate con accredito diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.

QUINDI?

In estrema sintesi  la procedura non è ancora definita ed i tempi non saranno sicuramente veloci.

Ciò significa che non è possibile stare alla finestra ed attendere di poter attivare il fondo perduto mantenendo i c/c sconfinanti o semplicemente non pagando i fornitori causando così un perverso ciclo di insoluti.

Le misure vanno correttamente attivate mixandole adeguatamente e per fare ciò è necessario definire il fabbisogno finanziario con strumenti di budget e pianificazione.