RATING IMPLEMENTATI DA VALUTAZIONI ESG

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Rating e sostenibilità

Il tema della sostenibilità socio ambientale e della misurazione d’impatto delle organizzazioni è finalmente entrato nel linguaggio e nelle buone prassi degli Istituti Finanziari.

I criteri ESG, in realtà  sono applicati già da diverso tempo; anche in Italia e  con delle indiscusse eccellenze .

Tuttavia , fino a qualche anno fa, erano ad esclusivo appannaggio di Banche ed Sgr che avevano fatto delle precise scelte di campo e che venivano considerate dai più come pò “radical chic”.

Negli ultimi anni l’interesse è aumentato progressivamente  ma ci voleva una ragazzina per dare finalmente una forte spinta al settore.

Ora tutti ne parlano ma esiste veramente una robusta metodologia di analisi, valutazione e monitoraggio dell’impatto dei finanziamenti erogati?

La misurazione dell’impatto

Sempre più spesso appaiono dichiarazioni da parte del mondo finanziario di voler affiancare un “Giudizio Esg” ai rating economico finanziari con  la somministrazione di questionari qualitativi per la  raccolta di dati sull’impatto socio ambientale dell’organizzazione.

Ma quali criteri saranno utilizzati per la misurazione ?

La letteratura a livello internazionale è già ricca ma ancora in forte evoluzione; e le PMI sono in grado di fornire dati oggettivi rispetto all’impatto della loro organizzazione ?

La misurazione d’impatto presuppone infatti un dato oggettivo di partenza , la registrazione e misurazione del suo scostamento.

Ma quali metodologie di raccolta , misurazione e monitoraggio sono in grado di mettere in campo in questo momento le PMI?

Cambiamento culturale

Molte organizzazioni creano impatti positivi sia in ambito ambientale che sociale ma spesso non hanno nè la struttura, nè la metodologia per rilevarli.

Sicuramente è positivo che il mondo della finanza abbia finalmente colto (anche se non proprio spontaneamente) la rilevanza dell’agire delle organizzazioni che operano responsabilmente.

Rimane tuttavia il sospetto che il tutto si possa risolvere nella mera compilazione di un questionario somministrato dalla banca per accedere al credito e non in un vero cambio culturale del mondo finanziario e produttivo.

L’ausipio è che non si risolva tutto in un approccio “superficiale” e non culturale e  strategico  sia delle imprese che delle istituzioni finanziarie.