LE NUOVE LINEE GUIDA EBA: IL MODELLO DI BUSINESS

Nelle scorse settimane abbiamo parlato di analisi prospettica e fattori ESG. Questa settimana approfondiamo un altro punto che, all’interno delle LOM, viene esplicitato, per la prima volta in modo puntuale.

IL MODELLO DI BUSINESS

La normativa bancaria nella sua evoluzione, anche più recente, si è molto concentrata sulle dinamiche quantitative, prima storiche ed ora prospettiche. La puntuale valutazione dello specifico modello di business dell’organizzazione oggetto di concessione rimaneva, di fatto, ai margini.

In realtà, è nel modello di business e in come viene interpretato e declinato dall’imprenditore, che troviamo i fattori di successo di un’impresa rispetto ad un’altra.

L’ORIGINATION

Di fatto le linee guida EBA in materia di concessione e monitoraggio del credito, indicano chiaramente alle banche la necessita, in sede di concessione , a sviluppare una conoscenza del cliente più approfondita ovvero ad “ analizzare il modello di business e la strategia aziendale del cliente”.

E’ una dimensione squisitamente qualitativa che richiede una “visione d’insieme” del cliente che lo colloca in un contrasto più ampio che non è solo il mercato di riferimento, i canali distributivi, la governance  ma anche i rapporti con i fornitori, la struttura organizzativa …. in sintesi il modello di business.

LA VISIONE D’INSIEME

Nelle LOM, di ribadisce quindi la necessità di una  gestione integrata delle informazioni

La  “Single Customer View” , ovvero la visione d’insieme del cliente  deve permettere di valutare in modo “completo” la capacità del cliente di sviluppare il proprio business per definire , conseguentemente, la sua  capacità di  rimborsare i propri impegni finanziari.

Si tratta di una visione decisamente più ampia che comprende tutti gli aspetti rilevanti dal punto di vista finanziario e strategico.

Ma se parliamo di strategia l’approccio dell’analista dovrà essere naturalmente forward looking.

Torniamo quindi inevitabilmente a parlare di Business Plan!

L’ANALISI QUALITATIVA

Di fatto le LOM  riprendono un concetto che ricorda l’analisi qualitativa dei vecchi “settoristi” bancari che conoscevano a fondo le imprese del territorio, le visitavano, “parlavano” con l’imprenditore.

L’articolo  121 cita testualmente :

“ Nell’effettuare la valutazione del merito creditizio, gli enti dovrebbero:

…..b. analizzare il modello di business e la strategia aziendale del cliente, come indicato…”

E all’articolo 127

…. “Per i prestiti o i clienti associati a un rischio ESG più elevato, è necessaria un’analisi più approfondita del modello di business effettivo del cliente, compresa una revisione delle emissioni di gas a effetto serra attuali e previste, del contesto di mercato,….”

Includendo così molto esplicitamente anche i fattori ESG ed in particolare i fattori ambientali alla lettura del modello di Business.

Interessante è anche il passaggio in cui il regolatore indica l’opportunità che venga valutata anche “ le conoscenze, l’esperienza e la capacità del cliente di gestire le operazioni aziendali, le attività o gli investimenti legati ai contratti di prestito”

In sintesi l’analista dovrà capire dove l’impresa genera e genererà “valore”, un concetto molto più ampio del profitto , uno stimolo a spostare il rapporto banca impresa da fornitore di denaro a partner di un progetto.